Ecco il link al video di presentazione della candidatura di Nino Randazzo al Senato.

http://www.marcofedi.com.au/video_marco_nino.htm

Sono Walter Veltroni, candidato Presidente del Consiglio del Partito democratico alle elezioni del 13 e 14 aprile.

Le scrivo perché voglio parlarle dei nostri progetti per l’Italia. Quell’Italia che lei onora ogni giorno col suo lavoro, la sua voglia di fare, le sue idee. Da italiano nel mondo, orgoglioso del suo meraviglioso Paese. Le nuove generazioni di italiani hanno bisogno di crescita economica e coesione sociale. Compenso minimo legale, recupero del potere d’acquisto delle famiglie, riduzione del debito pubblico.

Sono alcune delle nostre priorità, che si affiancano a quelle che più direttamente riguardano gli italiani nel mondo: misure concrete per la promozione della lingua e della cultura italiana, una legge per il riacquisto della cittadinanza, una riorganizzazione dei Consolati utilizzando le professionalità degli italiani all’estero nei servizi, nell’informazione, nelle attività di promozione del made in Italy, valorizzando le associazioni dei residenti all’estero e i servizi dei patronati. Senza dimenticare, come proponiamo nel nostro programma, una equa regolazione dell’imposizione fiscale e tariffaria (Ici e Tarsu) sulle abitazioni di proprietà di tutti i connazionali residenti per la maggior parte dell’anno all’estero.

Il vostro contributo, la vostra esperienza, la testimonianza del vostro impegno e la diversa percezione con cui guardate alle prospettive della nostra patria sono indispensabili per costruire un’Italia nuova, e più attenta alle esigenze di tutte le nostre comunità nel mondo. Ora dipende anche da voi. Dipende da ciò che tutti gli italiani, ovunque vivono, sceglieranno alle prossime elezioni. La scelta sarà netta. Da un parte la tentazione del ritorno al passato, dall’altra il futuro, la possibilità di voltare pagina, la voglia di correre, di rischiare, di conquistare nuove frontiere e nuove opportunità.

Il Partito democratico ha voluto rompere la vecchia logica degli schieramenti costruiti esclusivamente per sconfiggere l’avversario. Noi ci siamo candidati da soli alla guida del Paese, liberi finalmente di presentare le nostre proposte, il nostro programma di governo. Mi auguro che insieme lavoreremo per cambiare l’Italia, per renderla più moderna, serena, veloce e giusta.

Con i miei migliori saluti

Walter Veltroni

Senatore Nino Randazzo
Testo integrale delle dichiarazioni rese a Tribuna Elettorale di RAI International, registrata a Roma il 20 marzo 2008

La mia candidatura in queste consultazioni elettorali ha essenzialmente due motivazioni di base, o se vogliamo due obiettivi principali: il primo è la volontà, il desiderio, l’esperienza e la capacità di portare a termine un lavoro propositivo e legislativo già impostato, e in parte realizzato, nella brevissima quindicesima legislatura così bruscamente interrotta; il secondo è di dimostrare, dati alla mano, la falsità della tesi secondo la quale nulla sarebbe stato fatto e per nulla sarebbe stata visibile e utile la rappresentanza parlamentare eletta per la prima volta all’estero.

C’è tutta una serie di iniziative legislative impostate dal gruppo dei parlamentari italiani eletti all’estero che è stato impossibile finalizzare in sedici mesi e che ora sono tecnicamente decadute, ma da portare avanti e portare a termine nella nuova legislatura. Basta citare

il disegno di legge per il riacquisto della cittadinanza italiana da parte di coloro che l’hanno perduta per naturalizzazione nei Paesi ospitanti, già in commissione alla Camera e che nello spazio di quattro, cinque mesi avrebbe potuto essere approvato in ambedue i rami del Parlamento se non fosse stata interrotta la legislatura;
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Romano Prodi
I quotidiani d’Australia “Il Globo” di Melbourne e “La Fiamma” di Sydney di lunedì 28/01/2008 pubblicano, sotto il titolo “I venti mesi di Romano Prodi”, un lungo articolo del senatore Nino Randazzo (PD-L’Ulivo), eletto nella ripartizione Africa-Asia-Oceania-Antartide della circoscrizione Estero.

Dopo l’incipit “Diciamo pure che la crisi è stata sempre dietro l’angolo, col risicato margine di 1-3 voti al Senato, per tutti i quasi venti mesi del governo Prodi, che dal suo avvio nel maggio 2006 è il 61mo in 60 anni di Repubblica”, nella prima parte dell’articolo si riassumono i passaggi dell’iter fino al voto di sfiducia del Senato nella “notte di Giuda” del 24 gennaio, alle dimissioni dell’esecutivo e all’avvio del ciclo di consultazioni del presidente Napolitano.

Ora “la fiumana di considerazioni e commenti, dove ognuno sembra avere una propria personale sfera di cristallo per leggervi gli esiti imminenti - scrive Randazzo - si snoda in prevalenza su quattro direttive: il come e il perché del crollo del filo di resistenza; (more…)

Roma 20 Gennaio 2008 - Articolo su Il Globo e La Fiamma.

Come e perché si spezza la resistenza dopo 18 mesi

Diciamo pure che la crisi è stata sempre dietro l’angolo, col risicato margine di 1-3 voti al Senato, per tutti i diciotto mesi del governo Prodi, che dal suo avvio nel maggio 2006 è il 61.mo in 60 anni di Repubblica . Ma ogni prova, provocata o dall’ostruzionismo dell’opposizione o dalla perdita di qualche pezzo della maggioranza o dai passeggeri ricattucci di minuscole formazioni radicali, i cosiddetti “nani”, aveva registrato la resistenza, la capacità di contraccolpo, del centrosinistra, una coalizione di undici partiti,senza precedenti negli annali della Repubblica italiana e delle democrazie del mondo. Fino a giovedì notte, 24 gennaio, quando il governo, quarantotto ore dopo un ampio voto di fiducia alla Camera dei deputati, è stato sfiduciato nell’aula del Senato con 161 a 156 voti, e Prodi è salito al Quirinale per presentare le dimissioni al presidente Napolitano. Il quale sta ora conducendo le consultazioni di rito per decidere se e a chi affidare l’incarico di un nuovo esecutivo provvisorio, per riforme urgenti e indispensabili, prima fra tutte quella della legge elettorale, o sciogliere le Camere e andare subito (in aprile-maggio) ad elezioni anticipate. (more…)